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Ci ha lasciati Giorgio Albani, due volte vincitore del Circuito dell'Appennino

Vinse sette tappe al Giro d’Italia (due nel 1952, quando a Bologna, arrivo della prima tappa, davanti a Fiorenzo Magni e a Fausto Coppi indossò la maglia rosa, una nel 1953, una nel 1954, a Roma, davanti a Koblet e a Coppi, una nel 1955, due nel 1956).
Tra le gare in linea vinte ricordiamo la Coppa Agostoni nel 1950, la Coppa Bernocchi nel 1953, il Giro del Veneto nel 1956, il Giro di Campania nel 1957. Ha partecipato a nove Giri d’Italia (decimo assoluto nel 1952) e a due edizioni dei Campionati del Mondo Professionisti, dopo essere stato nono nella edizione per i dilettanti nel 1949, a Copenhagen. Lasciate le corse nel 1960, salì sull’ammiraglia, guidando per tanti anni la Molteni, avendo anche il privilegio di guidare Eddy Merckx alla conquista di tre Giri d’Italia, tre Tour de France, una Vuelta a Espana, quattro Milano-Sanremo, tre Liegi-Bastogne-Liegi, due Giri di Lombardia, il Giro delle Fiandre, la Parigi-Bruxelles, la Freccia Vallone, la Gand Wevelgem e stabilì il record dell’ora. Nel 1971 nei piani di Giorgio Albani c’era in programma di far partecipare Eddy Merckx al Giro dell’Appennino, ma ciò non avvenne per divergenze economiche con patron Luigin Ghiglione. Giorgio Albani aveva un’alta considerazione per la nostra corsa (ribadita anche meno di un anno fa, quando lo incontrammo al funerale di Alfredo Martini), tanto da trasferire la sua passione per la Bocchetta anche al suo corridore, il “Cannibale”, che, come ci ha testimoniato Marino Vigna, collaboratore di Albani alla Molteni, volle provare la salita, assieme ai suoi gregari, pur non partecipando poi alla nostra gara. Comunque la Molteni vinse in quegli anni il Giro dell’Appennino nel 1961 con Adrano Zamboni, nel 1965 e nel 1966 con Michele Dancelli, nel 1968 con Gianni Motta. Divenne poi direttore di corsa, collaborando al Giro d’Italia con Vincenzo Torriani, Carmine Castellano, Angelo Zomegnan e Mauro Vegni.

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