Unione Sportiva PONTEDECIMO 1907 ciclismo AD
Stella d'oro al merito sportivo CONI

Il record della Bocchetta ha compiuto 15 anni

Era il primo maggio 2003. 86 corridori sono al via del 64° Giro dell’Appennino, un’edizione classica, con la partenza e l’arrivo in Piazza Arimondi, “Baracchino” per gli abitanti di Pontedecimo un po’ avanti in età. La sfida è tra Gilberto Simoni e Stefano Garzelli: sono i vincitori del Giro d’Italia del 2000 e del 2001, e sono i favoriti per il Giro d’Italia che avrebbe preso il via di lì a 10 giorni. C’è anche un altro vincitore del Giro d’Italia, è Pavel Tonkov, non più ai livelli del triennio 1996-1998, che lo vide una volta vincere e due volte arrivare secondo, anche se nell’ultimo Giro aveva vinto a Folgaria, e si era classificato al quinto posto finale. Con il dorsale numero 1 parte Giuliano Figueras, vincitore dell’edizione precedete.

Altri protagonisti attesi sono Tadej Valjavec, Volodymir Gustov e Mauro Facci della Fassa Bortolo, Rinaldo Nocentini, Uros Murn e Bo Hamburger della Formaggi Pinzolo, Gabriele Colombo, Alexander Kolobnev e Massimo Giunti della Domina Vacanze. La Mercatone Uno non schiera Marco Pantani (un mese prima secondo a Sassuolo alle spalle di Ruslan Ivanov e decimo in classifica finale alla Coppi e Bartali), detentore del record della Bocchetta, e ha come uomo di punto Sylwester Szmyd.
La squadra da battere è la Saeco, che a supportare Simoni schiera il Campione del Mondo Junior del 1999, il ventunenne Damiano Cunego, i promettenti giovani (sono venticinquenni) Marius Sabaliauskas e Leonardo Bertagnolli e gli esperti Igor Pugaci, ex Campione di Moldavia, Alessio Galletti (scomparso tragicamente due anni più tardi) e Juan Manuel Fuentes. La Saeco, diretta da Giuseppe Martinelli, controlla la corsa. Sul Turchino, inserito nel tracciato per rendergli l’omaggio dopo che la Milano-Sanremo era stata costretta ad evitarlo, a causa di una frana, è in fuga, con l’uomo di Tonkov Piotr Chmielewski, Juan Manuel Fuentes, che costringe le altre squadre a farsi carico dell’inseguimento. Rimasto solo, Fuentes rimane in avanscoperta sino a Campomorone, quando il gruppo, ancora numeroso (una quarantina di ciclisti ne fanno parte) attacca la Bocchetta. La selezione è però rapidissima, e dopo poche rampe rimangono al comando due uomini in maglia rossa Saeco, sono Gilberto Simoni e Marius Sabaliauskas, che salgono di buon ritmo, tanto che fin da subito sembra che il record possa essere battuto: sul valico i cronometristi della Federazione di Genova fermano il tempo a 21’54” per Simoni e a 21’53” per Sabaliuskas: il record di Pantani è battuto due volte. I due giungono insieme sul traguardo di Pontedecimo, Simoni vince senza volata, terzo è uno splendido Pavel Tonkov 2003 02 sulla bocchetta che arriva a 1’37” osannato dalla folla almeno quanto il vincitore: il russo contraccambia salutandola mentre è sulla fettuccia del fotofinish. Quarto un Damiano Cunego che già fa vedere le sue potenzialità, regola il gruppo degli inseguitori che comprende Luca Mazzanti, Leonardo Bertagnolli, Tadej Valjavec e Mauro Facci, che si classificano nell’ordine. Stefano Garzelli, nella sua unica partecipazione all’Appennino, onora la gara arrivando comunque al traguardo: trentaseiesimo, a 9’38” dal vincitore. Il successivo Giro d’Italia sarà vinto da Simoni, con Garzelli secondo. Garzelli vince a Terme Luigiane e al Terminillo, dove indossa la maglia rosa, che cede a Simoni a Faenza, dove il trentino gli recupera i quaranta secondi che ha di svantaggio, Garzelli è a soli 2” di ritardo, la battaglia rimane aperta anche dopo la tappa dello Zoncolan, vinta da Simoni con 34” su Garzelli, e anche dopo l’Alpe diPampeago, Simoni precede Garzelli di 35”, il ritardo è di 1’19”, con le Alpi piemontesi ancora da scalare il Giro non è ancora finito. Ma a Chianale Simoni, secondo alle spalle di Dario Frigo, infligge a Garzelli quasi cinque minuti e con la vittoria alle Cascate del Toce, Simoni ipoteca la vittoria finale, avendo più di otto minuti di vantaggio su Garzelli e Popovich. I due recuperano qualcosa nell’ultima tappa, la cronometro di Milano, ma la vittoria arride a Simoni, che precede di 7’06” Stefano Garzelli e di 7”11 Yaroslav Popovych. (I racconti di Fabio)

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