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1970: Gianni Motta batte il record di Fausto Coppi

Gianni Motta aveva vinto nel 1968, con un distacco da tempi epici (5'21", sotto un nubifragio, su Roberto Ballini). Non è stato un anno fortunato, il 1970, per Felice Gimondi. Secondo al Giro d'Italia, dietro ad Eddy Merckx, secondo al Campionato Italiano (corso sulle strade del Giro del Veneto), dietro a Franco Bitossi, terzo ai Campionati del Mondo a Leicester, dietro al belga Jean-Pierre Monserè e al danese Leif Mortensen. Una settimana prima dell'Appennino è in calendario la Tre Valli Varesine. Anche in questa gara Felice è terzo, dietro ai sui grandi rivali, Gianni Motta e Eddy Merckx. Con il morale a terra rinuncia a difendere la vittoria ottenuta alla trentesima edizione dell'Appennino.

Gianni Motta è dunque il favorito, ma gli avversari non gli mancano, a partire dai suoi compagni di squadra della Salvarani Franco Balmamion e Wladimiro Panizza. Nella Ferretti spiccano i quattro fratelli svedesi Pettersson (Gösta vincerà l'Appennino nel 1971), nella Molteni Michele Dancelli (tre vittorie consecutive dal 1965 al 1967, il 19 marzo aveva interrotto dopo tanti anni le vittorie straniere alla Milano Sanremo), Marino Basso (il Campione Mondiale 1972) e Franco Vianelli (il campione Olimpico di Città del Messico), nella Faemino Italo Zilioli (aveva vinto l'Appennino nel 1963 e si ripeterà nel 1973), nella Dreher Adriano Passuello e Roberto Ballini. Sono al via nella GBC anche due "grandi vecchi", Imerio Massignan e Aldo Moser, (settant'anni in due) che sapranno dire la loro. E' un Giro dell'Appennino vivacissimo. Sul primo passaggio sul Passo dei Giovi è primo Imerio Massignan, che precede Felice Marchesi, con il gruppo a 25". Corsa velocissima, alla fine la media sfiorerà i 40 km orari, risultando la più alta dal 1934, con diversi tentativi di fuga subito controllati dal gruppo. Sul secondo passaggio sui Giovi transitano primi Franco Balmamion (aveva vinto l'Appennino nel 192), Giuseppe Fezzardi e Pierino Primavera, con il gruppo a 2'30". Sulla Scoffera transitano primi Claudio Michelotto, Wilmo Francioni e il lussemburghese Edy Schutz, il gruppo li segue a 45". Si ricompattano sulla Sopraelevata, prima dell'evasione di un altro terzetto, a Sampierdarena, composto da Tino Conti, Tomaso De Pra e Mauro Vannucchi, che arrivano all'inizio della salita della Bocchetta con un margine di circa un minuto. L'ultimo a resistere è Vannucchi, attaccano ora Michele Dancelli, che però fora, Italo Zilioli e Gianni Motta. Raggiunto Mauro Vannucchi, Gianni Motta lascia anche Italo Zilioli, che non regge la sua cadenza, ed inizia una formidabile galoppata solitaria. Il nuovo record è nell'aria. E' dal 1963 che si è tornati a cronometrare i tempi, grazia alla sezione di Genova della Federazione Italiana Cronometristi, ma il record di Fausto Coppi e Giuseppe Buratti è stato solo avvicinato. Gimondi nel 1969 aveva ottenuto 25'46", Zilioli 26'19, gli altri molto più distanti. Negli ultimi tornanti Gianni Motta aumenta ancora il ritmo, ed in vetta riceve l'applauso entusiasta di una folla innumerevole.

Sul Gran Premio della Montagna Enrico Maggioni è a 1'10", Pierfranco Vianelli a 1'30", Gösta Pettersson a 2', Michele Dancelli, Italo Zilioli, Aldo Moser e Renato Laghi a 2'15". Sulla Castagnola Gianni Motta incrementa il vantaggio. Dietro di lui Maggioni è raggiunto da Vianelli, più indietro inseguono in otto. Sui Giovetti l'esausto Maggioni si fa staccare da Vianelli, e raggiunto da Zilioli si fa staccare anche da lui. A Pontedecimo Gianni Motta è primo, con il nuovo record della Bocchetta e la nuova media record della gara. A 2'20" si classifica Pierfranco Vianelli, a 3'20" Italo Zilioli. A 3'55" Michele Dancelli regola il gruppetto degli inseguitori. Il record di Gianni Motta resisterà sino al 1974.

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