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Il Giro dell'appennino piange Aldo Moser

Ci ha lasciati Aldo Moser un grande amico del Giro dell'Appennino; l'U.S. Pontedecimo Ciclismo partecipa al dolore della famiglia.
Aldo è stato il capostipite della famiglia che tanto ha dato al nostro ciclismo. Non solo i Moser, ma anche Simoni. Primogenito dei dodici figli nati dal matrimonio di Ignazio Moser e Cecilia Simoni, fin da piccolo prende confidenza con la bicicletta, percorrendo ogni giorno, con la gerla del pane sulle spalle, il tragitto da Palù di Giovo a Lavis, fattorino del fornaio.

Grazie a questo lavoro può acquistare la sua prima bicicletta da corsa, e conquistare la sua prima vittoria. È il 7 agosto 1951, in maglia “Montecorona” partecipa a Volano alla gara che assegna il titolo di campione provinciale allievi CSI: s’invola lungo la salita di Nago, non gli resiste nessuno e ottiene la sua prima vittoria. L’anno successivo, sempre a Volano vince il titolo regionale, termina la stagione con otto vittorie, tra le quali spicca anche la cronometro Merano-Bolzano, ponto al passaggio tra i dilettanti, che avviene nel 1953 nelle fila della dell'Unione Sportiva Aurora, è fa sua la prima gara Bolzano-Schiavez e lo fa nell’unico modo che gli permette il suo non essere competitivo in volata: fuga solitaria negli ultimi trenta chilometri di corsa, e il secondo classificato Giuseppe Pintarelli, lasciato indietro di 7'35". Il resto della stagione, con il titolo di campione italiano CSI conquistato a Reggio Emilia, lo consacra talento emergente del ciclismo italiano, tanto che qualcuno gli dà l'appellativo di "piccolo Coppi". Ancora più ricca di successi la seconda stagione da dilettante, che gli vale la convocazione con i gradi di capitano ai Mondiali di categoria, e il passaggio tra i professionisti, che avviene con la Torpado il 25 ottobre 1954, il Liguria, nel G.P. Ceramisti di Ponzano Magra e solo due giorni più tardi vince la sua prima gara tra i professionisti, la Coppa Agostoni e al Giro di Lombardia riceve i complimenti di Fausto Coppi. La mancanza dello spunto veloce e l’inesperienza, pur dimostrando sicurezza nell'interpretazione delle corse, le frenano nei primi anni di professionismo. Comunque nel 1955 è terzo nel Circuito dell’Appennino, protagonista in quella che sarà l’ultima corsa in linea vinta dal Campionissimo. Nel 1956 è protagonista nella tappa Merano-Monte Bondone del Giro d'Italia, una delle più drammatiche che la storia del ciclismo ricordi. Lungo i tornanti che conducono a Vaneze i corridori vengono avvolti da una bufera di neve. Numerosi sono i ritiri e pochi i superstiti al traguardo. Pasquale Fornara, in maglia rosa alla partenza, si ritira. Tra coloro che giungono al traguardo è presente anche Aldo che conclude al decimo posto di tappa, vinta da Charly Gaul, e termina il Giro al quinto posto in classifica generale (il suo miglior risultato sui 15 Giri d’Italia disputati, nei quali complessivamente ha vestito per due giorni la maglia rosa, senza però vincere mai una tappa). Negli anni successivi si consacra come uomo da corse contro il tempo, vincendo, tra l’altro, nel 1959, il G.P. delle Nazioni: al Parco dei Principi di Parigi, si impone per soli quattro secondi sull'ex recordman dell'ora su Roger Riviere che non riesce a capacitarsi della sconfitta, essendo stato in vantaggio sino agli ultimi chilometri nei quali Aldo riesce a recuperare lo svantaggio. Giunto ancora in attività alla soglia dei trentotto anni, sembra sul punto di lasciare, ma l’intenzione del fratello Francesco di approdare anche lui tra i professionisti, lo fa desistere e nel 1973 corrono nella Filotex tutti e quattro i fratelli, oltre a Aldo e Francesco, anche Enzo e Diego. Dopo la quattordicesima partecipazione al Trofeo Baracchi, verso la fine del 1973 rimane vittima di un incidente stradale, senza il quale probabilmente avrebbe corso ancora, nonostante i quarant’anni di età. Al Giro dell’Appennino ha partecipato per ben sedici volte, e quindici volte si è classificato nei primi venti. Sempre vicino alla nostra gara, nel 2010 è stato insignito dall’US Pontedecimo con il Premio alla Carriera. Oggi lo piangiamo, ce lo ha portato via la Covid, a 86 anni. Tutta l’U.S. Pontedecimo Ciclismo si stringe attorno alla famiglia, che ha dato tanti protagonisti al Giro dell’Appennino. Di seguito il palmares di Aldo Moser.
Nacque a Palù di Giovo, in provincia di Trento, il 7 febbraio 1934 (+Trento 2 dicembre 2020). Professionista dal 1954 al 1974, partecipò al Circuito dell’Appennino nel 1955 (dorsale 31 della Torpado, si classificò terzo, a 2’29” da Fausto Coppi e 7” da Bruno Monti), al Giro dell’Appennino nel 1957 (dorsale 85 della Chlorodont, si classificò dodicesimo, a pari merito con altri, a 2’02” da Aurelio Cestari), nel 1960 (dorsale 59 della Emi, si classificò diciassettesimo, a 4’16” da Emile Daems), nel 1961 (dorsale 101 della Ghigi, si classificò ventesimo, a 2’50” da Adriano Zamboni), nel 1962 (dorsale 53 della San Pellegrino, si classificò quarto, a 56” da Franco Balmamion), nel 1963 (dorsale 111 della Firte, si classificò undicesimo, a 7’05” da Italo Zilioli), nel 1964 (dorsale 38 della Lygie, si classificò dodicesimo, a 8’38” da Franco Cribiori), nel 1965 (dorsale 25 della Maino, si classificò diciottesimo, a 3’20” da Michele Dancelli), nel 1966 (dorsale 40 della Vittadello, si classificò sedicesimo, a 7’02” da Michele Dancelli), nel 1967 (dorsale 10 della Vittadello, si classificò quindicesimo, a pari merito con altri, a 9’45” da Michele Dancelli), nel 1968 (dorsale 6 della Pepsi Cola, si classificò ottavo, a 10’58” da Gianni Motta), nel 1969 (dorsale 122 della G.B.C., si classificò decimo, a 5’18” da Felice Gimondi), nel 1970 (dorsale 55 della G.B.C.-Zimba, si classificò quinto, a 3’55” da Gianni Motta), nel 1971 (dorsale 73 della G.B.C., si classificò decimo, a 3’33” da Gosta Pettersson), nel 1972 (dorsale 64 della G.B.C.-Sony, si classificò dodicesimo, a 3’42” da Felice Gimondi), nel 1973 (dorsale 65 della Filotex). Medaglia di bronzo nel Campionato Nazionale nel 1958 (con 52 punti, a 9 punti da Ercole Baldini e 1 da Nino Defilippis, dopo cinque prove: nono nella prima, il Giro della Provincia di Reggio Calabria, a pari merito con altri, con il tempo di Angelo Conterno, dodicesimo nella seconda, il Giro del Piemonte, con il tempo di Nino Defilippis, secondo nella terza, la Tre Valli Varesine, quarto nella quarta, il Giro del Veneto, con lo stesso tempo del vincitore Adriano Zamboni, è ammesso all’ultima prova, la cronometro del G.P. di Prato, riservata ai primi quindici della classifica parziale, si classificò secondo), vinse, tra l’altro, nel 1953 la Trento-Monte Bondone, il Piccolo Giro di Lombardia (davanti a Lino Ciocchetta e Ercole Baldini), nel 1954 la Bologna-Passo della Raticosa, la Coppa Varignana, la Coppa Agostoni (davanti a Giuseppe Calvi e Annibale Brasola), nel 1955 la prima frazione della terza tappa del G.P. Ciclomotoristico-Roma Napoli Roma (Bari-Potenza, davanti a Alessandro Fantini e Nino Defilippis, sesto nella prima frazione della seconda tappa, Benevento-Foggia, a 53” da Vincenzo Rossello, terminò nono, a 20’22” da Bruno Monti), il G.P. Industria e Commercio di Prato (con 5’22” su Cleto Maule e Gianfranco Sobrero), il circuito di Lavis (con 2’07” su Pierino Baffi e Cleto Maule), nel 1956 la Coppa Brescia (con 1’38” su Donato Piazza e 1’58” su Fiorenzo Magni), nel 1957 il circuito di Errano di Faenza (davanti a Armando Pellegrini e Adriano Zamboni), la prima frazione della seconda tappa del G.P. Ciclomotoristico-Roma Napoli Roma (Caserta-Napoli, con 44” su Bruno Monti e 1’01" su Rik Van Steenbergen, terzo nella seconda frazione della prima tappa, il circuito di Caserta, a 1’25” da Rik Van Steenbergen e 34” da Alfred De Bruyne, quarto nella terza tappa, Salerno-Campobasso, a 3’22” da Stefano Gaggero, quinto nella settima, Ascoli Piceno-Spoleto, a 43” da Miguel Poblet, quarto nella terza frazione dell’ottava e ultima tappa, Rieti-Roma, a 27” da Miguel Poblet, terminò terzo, a 3’02” da Wout Wagtmans e 44” da Miguel Poblet), il circuito di Lavis (con 53” su Guido Boni e 1’20” su Cleto Maule), nel 1958 il Trofeo Baracchi (in coppia con Ercole Baldini, con 3’07” su Jacques Anquetil-André Darrigade e 4’58” su Roger Rivière-Gérard Saint), nel 1959 il G.P. des Nations (con 4”000 su Roger Riviere e 1’25”300 su Alcide Vachuer), il Trofeo Baracchi (in coppia con Ercole Baldini, con 4’42” su Diego Ronchini-Michele Gismondi e 4’47” su Jacques Anquetil-André Darrigade), nel 1960 la Manche-Océan (con 3’02” su Edouard Bihouée e 3’51” su Henri Epalle), nel 1963 la Coppa Bernocchi (con 26” su Adriano Durante e Vito Taccone), nel 1966 il Giro delle Tre Provincie-Camucia (con 1’57” su Guido Carlesi e Flaviano Vicentini). Partecipò al Giro d’Italia nel 1955 (sesto, a 8’01” da Fiorenzo Magni, nono nella seconda tappa, Torino-Cannes, con il tempo di Fiorenzo Magni, nono nella quindicesima tappa, Cervia Pineta-Ravenna, a cronometro, a 1’51” da Pasquale Fornara, ottavo nella diciannovesima, Cortina d'Ampezzo-Trento, a 3’36” da Jean Dotto), nel 1956 (quinto, a 7’30” da Charly Gaul, quarto nella quarta tappa, Genova-Salice Terme, con il tempo di Alessandro Fantini, ottavo nella tredicesima, Livorno-Lucca, a cronometro, a 2’09” da Pasquale Fornara, decimo nella quindicesima, la cronoscalata a San Luca, a 30” da Charly Gaul, ottavo nella diciannovesima, Sondrio-Merano, con il tempo di Cleto Maule, decimo nella ventesima, Merano-Trento/Bondone, a 21’28” da Charly Gaul, sesto nella ventiduesima e ultima tappa, San Pellegrino-Milano, a 23” da Donato Piazza), nel 1957 (dodicesimo, a 28’45” dal suo capitano Gastone Nencini, settimo nella seconda tappa, Verona-Boscochiesa Nuova, a cronometro, a 1’49” da Charly Gaul, settimo nella diciottesima, Como-Trento, a 2’52” da Miguel Poblet, ottavo nella diciannovesima, Trento-Levico Terme, a 8’18” da Charly Gaul), nel 1958 (decimo, a 15’00” da Ercole Baldini, terzo nella terza tappa, Varese-Saint Vincent, a 39” da Salvador Botella e alle spalle di Arnaldo Pambianco, veste la maglia rosa dopo la quarta tappa, a Torino Superga, nove anni dopo la tragedia del Torino, la tiene per un giorno, quarto nella sesta tappa, Mondovì-Chiavari, con il tempo di Silvano Ciampi, settimo nella sedicesima tappa, Verona-Levico Terme, a pari merito con altri, con il tempo di Miguel Poblet), nel 1959 (si ritira, settimo nella nona tappa, Napoli-Vasto, a 3’45” da Gastone Nencini), nel 1960 (si ritirò), nel 1961 (36°, a 1 ora 08’06” da Arnaldo Pambianco), nel 1962 (18°, a 45’04” da Franco Balmamion, decimo nella seconda tappa, Salsomaggiore-Sestri Levante, a 4” da Graziano Battistini, decimo nella quindicesima, Moena-Aprica, a 6’39” da Vittorio Adorni, ottavo nella diciassettesima, Lecco-Casale Monferrato, con il tempo di Armando Pellegrini), nel 1964 (15°, a 20’57” da Jacques Anquetil, nono nella ventunesima tappa, Torino-Biella, a 1’07” da Gianni Motta, durante questo Giro il suo compagno di squadra e fratello Enzo tenne per due giorni la maglia rosa), nel 1965 (22°, a 54’03” da Vittorio Adorni, quinto nella seconda tappa, Perugia-L'Aquila, con il tempo di Guido Carlesi, settimo nella decima tappa, Messina-Palermo, con il tempo di Domenico Meldolesi), nel 1967 (16°, a 35’10” da Felice Gimondi, quarto nella terza tappa, La Spezia-Prato, a 3” dal suo capitano Michele Dancelli, decimo nella dodicesima, Caserta-Block Haus della Majella, a 35” da Eddy Merckx), nel 1969 (settimo, a 20’15” da Felice Gimondi, sesto nell’undicesima tappa, Campobasso-Scanno, con il tempo di Franco Bitossi), nel 1970 (19°, a 44’25” da Eddy Merckx, ottavo nell’undicesima tappa, Rivisondoli-Francavilla, a 1’21” da Michele Dancelli), nel 1971 (17° a 27’53” da Gøsta Pettersson, nono nella seconda tappa, Bari-Potenza, a 2’44” da Enrico Paolini, ottavo nella quinta, Pescasseroli-Gran Sasso d'Italia, a 1’02” da Vicente Lopez-Carril, nono nella settima, Orvieto-San Vincenzo, con il tempo di Felice Gimondi, indossò la maglia rosa, che tenne per un giorno), nel 1972 (si ritirò), nel 1973 (57°, a 1 ora 58’39” da Eddy Merckx, in squadra con il fratello Francesco); alla Vuelta a España nel 1960 (si ritirò nella quattordicesima tappa, San Sebastian-Vitoria, secondo nella seconda tappa, Gijon-La Coruna, a 55” da Felipe Alberdi e con 45” su Antonio Gomez del Moral, settimo nella quarta, Vigo-Orense, a 1’03” da Frans De Mulder, quinto nella nona, Zaragoza-Barcelona, a 4” da Salvador Botella, quinto nella tredicesima, Logrono-San Sebastian, a 5’06” da Federico Bahamontes), nel 1963 (non partì nella tredicesima tappa, Tarragona-Valencia, nono nella prima frazione della prima tappa, Gijon-Mieres, a 28” da Antonio Barrutia, secondo nella seconda frazione, Mierès-Gijon, a cronometro, a 2’40” da Jacques Anquetil e con 11” su José Perez-Frances, salì al secondo posto nella classifica generale, a 2’55” da Jacques Anquetil, vi rimase per due tappe, sedicesimo nell’undicesima, Lérida-Barcelona, con il tempo di Jan Lauwers), nel 1966 (18°, a 16’43” da Francisco Gabica, secondo nell’ottava tappa, Zaragoza-Lérida, a 1” da Henk Nijdam e con 2’32” sul compagno nella Nazionale Italiana Pasquale Fabbri), nel 1967 (25°, 15’19” da Jan Janssen, 15° nella seconda tappa, Pontevedra-Orense, con il tempo di Domingo Perurena, 13° nella sedicesima, Vitoria-San Sebastián, a 2’22” da Tom Simpson), nel 1972 (39°, a 58'16" da José Manuel Fuente, settimo nella classifica a squadre, con la GBC-Sony, a 2 ore 10’24” dalla Kas-Kaskol, nono nella seconda frazione della sesta tappa, la cronometro a squadre di El Saler, con la GBC-Sony, a 48”dalla KAS-Kaskol, ottavo nella prima frazione della diciassettesima tappa, Vitoria-San Sebastian, a 3’13” da Jesus Aranzabal). È salito sul podio anche, tra l’altro, nel 1955 nella Milano-Torino (secondo, alle spalle di Cleto Maule e con 57” su Giorgio Albani e Fausto Coppi), nella Tre Valle Varesine (ultima prova del Campionato Nazionale, a cronometro, secondo, a 2’45” da Fausto Coppi e con 2’36” su Giuseppe Minardi), nel G.P. Lugano/G.P. Davide Campari (secondo, a 37” da Rolf Graf e con 18” su Jean Brankart), nel 1957 nella Paris-Nice (terzo nella terza tappa, Moulins-Saint Etienne, a 10” da Jan Adriaensens e Seamus Elliott, terzo nella quarta, Saint Etienne-Alès, a 5’11” da Nicolas Barone e Brian Robinson, terminò 23°, a 16’39” da Jacques Anquetil), nel Giro della Provincia di Reggio di Calabria (secondo, alle spalle di Gastone Nencini e con 2’03” su Ercole Baldini), nel G.P. Martini (terzo, a 6’23”600 da Jacques Anquetil e 3’35”800 da Ercole Baldini), nel G.P. des Nations (terzo, a 5’20”500 da Jacques Anquetil e 2’10”000 da Ercole Baldini), nel G.P. Lugano/G.P. Davide Campari (secondo, a 2’08” da Ercole Baldini e con 1’09” su Fausto Coppi), nel Trofeo Baracchi (terzo, in coppia con Oreste Magni, a 1’00” da Fausto Coppi-Ercole Baldini e 55” da Rolf Graf-Alcide Vaucher), nel 1958 nella Roma-Napoli-Roma (terzo nella prima tappa, Roma-Campobasso, a 55” da Miguel Poblet e 31” da Joseph Hoevenaer, secondo nella prima frazione della seconda, Campobasso-Foggia, a 46” da Giuseppe Fallarini e con 2” su Alfredo Sabbadin, quarto nella seconda frazione, Foggia-Bari, a 7'16" da Bruno Tognaccini, quinto nella prima frazione della terza, Bari-Brindisi, a 5’16” da Alfredo Sabbadin, salì al comando della classifica che tenne per tre tappe, quinto nella quinta, Taranto-Potenza, a 4'47" da Miguel Poblet, terzo nella seconda frazione della sesta, Castellammare-Caserta, a 44” da Miguel Poblet e 39” da Joseph Hoevenaers, terminò quarto, a 5’48” da quest’ultimo), nel Tour du Tessin/Giro del Ticino (secondo, alle spalle di Jan Adriaensens e con 2’25” su Fernando Brandolini), nel Trofeo Matteotti (secondo, alle spalle di Ercole Baldini e con 1’44” su Nello Fabbri), nella Tre Valli Varesine (secondo, alle spalle di Carlo Nicolo e con 1’40” su Giorgio Tinazzi), nel circuito di Cirié (quarto nell’omnium: quinto nel chilometro, a 5” da Angelo Conterno, quinto nello sprint vinto da Jorge Batiz, quarto nell’individuale su nove giri, con 7 punti, a 13 punti da Jorge Batiz, concluse quarto, alle spalle di Jorge Batiz, Angelo Conterno e Giorgio Albani e davanti a Fausto Coppi, fu terzo nel criterium, a pari merito con Jorge Batiz, entrambi con 10 punti, a 12 punti da Giuseppe Favero e 1 da Angelo Conterno), nel G.P. Martini (terzo, a 2’43”800 da Jacques Anquetil e 2’29”000 da Ercole Baldini), nella Coppa Collecchio (secondo, alle spalle di Ercole Baldini e davanti a Rizzardo Brenioli), nel G.P. Industria e Commercio di Prato (ultima prova valida per il Campionato Nazionale, secondo, a 14” da Ercole Baldini e con 5’03” su Nino Defilippis), nel 1959 nel Giro di Sardegna (quinto nella seconda tappa, Olbia-Alghero, con il tempo di Rik Van Looy, terzo nella quinta tappa, Cagliari-Nuoro, alle spalle di Vito Favero e Federico Bahamontes, termina secondo, a 1’16” da Rik Van Looy e con 52” su Gastone Nencini), nel circuito di Maggiora (secondo, alle spalle di Diego Ronchini e davanti a Pasquale Fornara), nel Giro del Piemonte (secondo, alle spalle di Silvano Ciampi e con 14” su Arrigo Padovan), nel G.P. Martini (terzo, a 3’30”300 da Jacques Anquetil e 57”900 da Gérard Saint), nel 1960 nel circuito di Lavis (terzo, alle spalle di Frederico Galeaz e Graziano Battistini), nel circuito di Maggiora (secondo, alle spalle di Ugo Massocco e davanti a Giovanni Pettinati), nel Trofeo Baracchi (secondo, in coppia con Ercole Baldini, a 42” da Diego Ronchini-Romeo Venturelli e con 29” su Camille Le Menn-Claude Valdois), nel 1961 nella Manche-Ocean (secondo, a 16” da Francis Pipelin e con 4’03” su Alan Ramsbottom), nel G.P. des Nations (terzo, a 10’03”500 da Jacques Anquetil e 56”200 da Gilbert Desmet), nel 1962 nel Tour de Suisse (ottavo nella terza tappa, Biel-Thun, con il tempo di Hans Junkermann, quarto nella quinta, Thun-Bellinzona, con il tempo di Gilbert Desmet 1, terminò terzo, a 4’57” da Hans Junkermann e 3’55” da Franco Balmamion), nel Trofeo Baracchi (terzo, in coppia con Giuseppe Fezzardi, a 4’47” da Jacques Anquetil-Rudi Altig e 4’38” da Ercole Baldini-Arnaldo Pambianco), nel 1964 nella terza tappa del Giro di Sardegna (secondo nella Cagliari-Nuoro, alle spalle di Franco Cribiori e davanti a Vittorio Adorni, terminò 14°, a 7’01” da quest’ultimo), nel Giro di Toscana (terzo, a 2'03” da Giorgio Zancanaro e 26” da Roberto Poggiali), nel circuito di Maggiora (secondo, a 15” da Rolf Maurer e con 5” su Kurt Gimmi), nel 1967 nel circuito di Maggiora (terzo, alle spalle di Franco Balmamion e Ugo Colombo), nel 1968 nel G.P. Tarquinia (secondo, alle spalle di Ugo Colombo e con 3’30” su Attilio Benfatto), nel Giro delle Marche (secondo, a 1’30” da Luciano Dalla Bona e con 1’15” su Ercole Gualazzini), nel 1969 nel G.P. Marina di Massa-Pian della Fioba (secondo, alle spalle di Davide Boifava e davanti a Enrico Paolini), nel G.P. Valsassina (secondo, alle spalle di Ambrogio Portalupi e davanti a Luigi Sgarbozza), nel Giro del Lazio (secondo, a 3” da Flaviano Vicentini e con 2’32” su Marino Basso), nel 1970 nella terza manche della Cronostaffetta (cronometro individuale, secondo, a 51”300 da Gianni Motta e con 22”400 su Celestino Vercelli), nel 1971 nel circuito di Laveno Mombello (secondo, a 1’35” da Felice Gimondi e con 30” su Alberto Della Torre), nel 1973 nella terza manche della Cronostaffetta (terzo nella Corropoli-Nereto degli Abruzzi, a 48”700 da Joseph Bruyere e 21”700 da Enrico Paolini). Gli annuari riportano anche, tra l’altro, nel 1954 il settimo posto nel Giro di Lombardia (con il tempo di Fausto Coppi), nel 1955 il quinto posto nel Campionato Nazionale su starda (con 18 punti, a 20 punti da Fausto Coppi, dopo cinque prove: settimo nel Giro di Campania, a 6’35” da Fausto Coppi, sdicesimo nel Giro di Romagna, a 55” da Fiorenzo Magni, non acquisì punti nel Giro del Piemonte, vinto da Giuseppe Minardi, terzo nel Circuito dell'Appennino, secondo nella Tre Valli Varesine), nel 1956 il quarto posto nel Giro del Lazio (con il tempo di Fiorenzo Magni), nel 1958 il decimo posto nella Milano-Sanremo (a pari merito con altri, con il tempo di Rik Van Looy), il sedicesimo nella Liége-Bastogne-Liége (a 1’40” da Alfred De Bruyne), il quarto nel Giro del Veneto (con il tempo di Adriano Zamboni), nel 1959 il quinto posto nella Sassari-Cagliari (con il tempo di Edgard Sorgeloos), nel 1960 il 35° posto nella Milan-Sanremo (a 1’40” da René Privat), il quinto nel Giro del Veneto (con il tempo di Diego Ronchini), il 24° nel Giro di Lombardia (a 2’31” da Emile Daems), nel 1961 il quarto posto nel Trofeo Matteotti (con il tempo di Angelo Conterno), il nono nel Giro di Lombardia (a 3’41” da Vito Taccone), nel 1962 il quinto posto nel Giro del Trentino (a 30” dal fratello e compagno di squadra Enzo Moser), il 34° nel Giro di Lombardia (a 7’41” da De Roo), nel 1963 il quinto posto nel Giro di Sardegna (quarto nella terza tappa, Alghero-Oristano, con il tempo di Martin Van Geneugden, terminò a 5'02" da Arnaldo Pambianco), il 71° nella Milano-Sanremo (a pari merito con altri, a 13’14” da Joseph Groussard), l’ottavo nel Giro di Lombardia (con il tempo di Jo De Roo), nel 1964 il tredicesimo posto nel Trofeo Laigueglia (a 54" da Guido Neri), l’84° nella Milano-Sanremo (a 1’34” da Tom Simpson), il 34° nel Giro di Lombardia (a 11’39” da Gianni Motta), nel 1965 il quinto posto nel Trofeo Laigueglia (con il tempo di Marino Vigna), il quinto nel Giro di Sardegna (settimo nella quarta tappa, Sassari-Oristano, con il tempo di Rik Van Looy, terminò a 8’37” da Rik Van Looy), il 64° nella Milano-Sanremo (a 1’38” da Arie Den Hartog), il quinto nella Milano-Vignola (a 3’18” da Guido de Rosso), il 25° nel Giro di Lombardia (a 12’47” da Tom Simpson), nel 1966 il decimo posto nel Tour de Suisse (a 6’35”da Ambrogio Portalupi, quinto nella classifica a squadre, con la Queen Anne-Avia, a 1 ora 14’27” dalla Tigra-Meltina), nel 1967 il 38° posto nel Trofeo Laigueglia (a 5'03" da Franco Bitossi), il 112° nella Milano-Sanremo (a 2’09” da Eddy Merckx), nel 1968 il 31° posto nel Trofeo Laigueglia (a pari merito con altri, a 6'38" da Michele Dancelli), il 98° nella Milano-Sanremo (a 31” da Rudi Altig), il quindicesimo nel Giro di Lombardia (a 4’22” da Herman Van Springel), nel 1969 il decimo posto nel Giro della Provincia di Reggio Calabria (valida per il Campionato Nazionale su strada, a 3’20” da Vittorio Adorni), il 35° nel Giro di Lombardia (a 11’37” da Jean Pierre Monséré), nel 1970 il sedicesimo posto nel Trofeo Laigueglia (a pari merito con altri, con il tempo di Michele Dancelli), il 92° nella Milano-Sanremo (a pari merito con altri, a 2’03” da Michele Dancelli), il settimo nel Giro del Veneto (valido per il Campionato Nazionale su strada, a 5’43” da Franco Bitossi ), il ventesimo nel Giro di Lombardia (a 7’46” da Franco Bitossi , nel 1971 il nono posto nel Trofeo Laigueglia (a 1'51" da Italo Zilioli), il quinto nella Tirreno-Adriatico (terminò a 1’48” da Italo Zilioli), il 25° nella Milano-Sanremo (a 2’37” da Eddy Merckx), il nono nel Tour de Romandie (nono nella seconda tappa, Estavayer-Porrentruy, a 3” da Romano Tumellero, quinto nella quarta, Fribourg-Sierre, con il tempo di Gianni Motta, terminò a pari merito con Italo Zilioli, a 2’12” da Gianni Motta), il sesto nel G.P. Industria e Commmercio di Prato (valido per il Campionato Nazionale su strada, con il tempo di Franco Bitossi ), il tredicesimo nel Giro di Lombardia (a 3’49” da Eddy Merckx), nel 1972 l’undicesimo posto nella Milano-Sanremo (a 9” da Eddy Merckx), nel 1973 il 70° posto nel Trofeo Laigueglia (a pari merito con altri, a 2'10" da Eddy Merckx)), il 49° nella Milano-Sanremo (a 6” da Roger De Vlaeminck), il quarto nel Giro del Lazio (a 44” da Giovanni Battaglin). Partecipò al Campionato del Mondo dilettanti su strada nel 1954 (a Solingen, si classificò tredicesimo, a 2’30” da Emiel Van Cauter); al Campionato del Mondo assoluto su strada nel 1955 (a Frascati, si classificò 17°, a 20'22" da Stan Ockers), nel 1957 (a Waregem, si ritirò), nel 1958 (a Reims, si ritirò, vinse Ercole Baldini), nel 1971 (a Mendrisio, si classificò 19°, a 6'51" da Eddy Merckx).

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