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Ciao Tarcisio

Sabato 10 novembre 2018, ad ottant’anni esatti dal giorno della sua nascita, nella stessa chiesa dove lo stesso giorno era stato battezzato, il mondo del ciclismo ha salutato per l’ultima volta Tarcisio Persegona.

Sostenitore del Giro dell’Appennino sin dal 1983, durante la Presidenza di Bruno Tollari, ha ricevuto dall’U.S. Pontedecimo, per il suo insostituibile contributo alla realizzazione della nostra gara, l’Appennino d’Oro e il Premio alla Carriera, insufficienti dimostrazioni di affetto per quanto è stato indispensabile per la realizzazione di indimenticabili edizioni, alcune vinte da atleti della squadra di Gianni Savio, della quale per anni la Tre Colli è stato co-sponsor. Rimarrà per sempre nei nostri cuori e per ricordarlo a chi lo conosceva di meno, riportiamo qualche passaggio del discorso tenuto da Beppe Conti in conclusione della cerimonia funebre: "Tarcisio era davvero un personaggio un po’ speciale. Oggi, 10 novembre, in tanti avremmo dovuto essere assieme a lui per festeggiare i suoi ottant’anni. Gli amici di sempre, i suoi campioni, prima di tutti, che vedo oggi qui, Vittorio Adorni, Francesco Moser, Gianni Motta, non sto a citarli tutti perché sono tanti, dentro e fuori la chiesa. Invece siamo in tanti a salutarlo per l’ultima volta, a stringerci attorno alla sua splendida famiglia, a Gabriella, che gli ha realizzato la vita, ai figli Giacomo, Sonia e Mara, che mi hanno chiesto di ricordarlo con queste commosse parole e che intendono ringraziare tutti voi per l’immenso affetto dimostrato in queste ore tristi e amare. Chiedo scusa per un breve cenno personale: quest’anno ho raggiunto i quarantacinque anni da giornalista sportivo, spaziando dal calcio, tantissimo ciclismo, lo sci, dunque posso dire di aver conosciuto nella mia vita tantissime persone, in differenti ambienti, in Italia e all’estero, ma non ho mai incontrato un personaggio buono, dolce e generoso come Tarcisio. Un imprenditore di successo in Italia e all’estero, che incontrava persone che facevano il suo stesso lavoro, ma faceva sentire a proprio agio anche le persone più anonime e sconosciute, con semplicità e simpatia. Nessuno mai così generoso, disponibile, pronto a dare una mano se necessario, magari senza farlo sapere, come diceva Gino Bartali, il bene si fa ma non si dice. La dimostrazione è palese, evidente, siamo in tanti, proprio in tanti, a stringerci attorno alla sua splendida famiglia. Ho conosciuto Tarcisio come uomo di sport più che come imprenditore di successo, di grandissimo successo, allora mi è facile ricordare cosa ha fatto nel nostro mondo, l’aiuto ai giovani, alle squadre che da sempre sono in difficiltà economiche, anche se magari non aveva bisogno di farsi pubblicità con le sue aziende. E poi le società da aiutare, dedicate ai più giovani e più umili, dalle corsa da promuovere, dal suo Giro dell’Appennino a quelle dedicate agli amatori, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure. Una generosità per la quale siamo in tanti a non darci pace, non riusciamo a pensare ad una vita senza Tarcisio. Invece dobbiamo immaginare che magari abbia già incontrato i suoi eroi di gioventù, Fausto Coppi e Gino Bartali, magari ha già trovato una nuova montagna per rimpiazzare il Gavia e le 545 scalate sul quel leggendario passo. La bicicletta, una dolcissima ossessione per Tarcisio: per un incredibile gioco del destino il prossimo Giro d’Italia vivrà una delle più importanti tappe sul suo Gavia, con l’arrivo di tappa nella sua Ponte di Legno. Con la sua generosità, la sua dolcezza, la sua umiltà, il suo intenso sorriso, in questo momento non vorrebbe assolutamente vederci piangere. Ciao Tarcisio".

L’U.S Pontedecimo Ciclismo è vicina in questi giorni tristi alla sua famiglia e alle maestranze della sua impresa.

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