Unione Sportiva PONTEDECIMO 1907 ciclismo AD
Stella d'oro al merito sportivo CONI

Viste le sue abilità sulle grandi montagne, l'atleta trentino di Palù di Giovo ha trovato nel Giro dell'Appennino e nel Passo della Bocchetta il terreno ideale per farsi valere anche nelle gare di un giorno: due vittorie, un quinto posto ed il record della scalata della "Salita delle Streghe" che ancora oggi è il riferimento da battere. Per questo motivo l'U.S. Pontedecimo Ciclismo ha deciso di assegnare proprio a Gilberto Simoni il prestigioso riconoscimento dell'Appennino d'Oro, anche quest'anno offerto dalla Tre Colli di Tarcisio Persegona. Memorabile l'impresa del 2003: reduce dal trionfo al Giro del Trentino, Simoni percorre la Bocchetta in 21'54" migliorando di 2" il record di Marco Pantani e poi l'arrivo a braccia alzate sullo storico traguardo di Piazza Arimondi a Pontedecimo e qualche settimana dopo anche la maglia rosa a Milano. Il secondo successo invece arrivò nel 2005 sull'insolito traguardo di Novi Ligure, omaggio al cinquantesimo anniversario dell'ultima vittoria in una gara di linea su strada per distacco di Fausto Coppi, ottenuta proprio al Circuito dell'Appennino nel 1955.

La cerimonia di consegna dell'Appennino d'Oro a Gilberto Simoni è avvenuta nel corso della tradizione cena della vigilia dell'U.S. Pontedecimo, tenutasi, con il patrocinio della Regione Liguria, all'Istituto Alberghiero Marco Polo, dove "Gibo" ha consegnato alle autorità intervenute il suo libro "Il Gibo d'Italia" ed è stato festeggiato anche dagli studenti di quella scuola.

La motivazione dell’Appennino d’Oro:

Due volte vincitore del Giro dell’Appennino, nel 2003 e nel 2005, è il detentore del record della Bocchetta stabilito nel 2003 con il tempo di 21’54”.

Vincitore di due Giri d’Italia, sul podio complessivamente per sette volte (come Bartali e Coppi), ha vinto tappe in tutti i grandi Giri.

Scalatore eccellente, corridore di stampo antico, è stato davanti a tutti non solo sulla Bocchetta, ma anche sulle altre famose cime del ciclismo: due volte sullo Zoncolan, all’Alpe di Pampeago, sull’Alto dell’Angliru e tante altre.

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