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Stella d'oro al merito sportivo CONI

Claudio Chiappucci nasce a Uboldo (Va) il 28 febbraio del 1963. Campione italiano nella categoria dei dilettanti, diventa professionista con la Carrera nel 1985, partecipando al Giro d’Italia e al Giro di Svizzera.
I primi anni sono di gregariato e apprendistato. Nel 1987 arriva secondo al Giro di Toscana, nel 1988 partecipa a Giro d’Italia e Vuelta Espana, portandoli a termine, però in posizioni di rincalzo.
Le prime vittorie da professionista giungono nel 1989: conquista il Giro del Piemonte e la Coppa Placci.

E’ l’anno in cui, per la cinquantesima edizione, il Giro dell’Appennino è valido per il Campionato Italiano Assoluto. Chiappucci aveva esordito all’Appennino nel ’87, senza brillare. Anche questa volta non brilla classificandosi al diciannovesimo posto.
L’anno della svolta nella carriera di Claudio è il 1990. Al Giro d’Italia cominciaad essere protagonista: conclude 12° ma primo nella classifica finale del G.P.M..

 Al Giro dell’Appennino è tra i favoriti. Assente Gianni Bugno, ci sono altri protagonisti dell’appena concluso Giro d’Italia, quali Chioccioli, Ugrumov, Podenzana, Conti, Zaina e Giupponi, questi ultimi due compagni di squadra di Chiappucci. Dopo soli dieci chilometri nasce una fuga, nella quale la Carrera di Davide Boifava inserisce, come riferimento per Chiappucci, Flavio Giupponi e Mario Chiesa. All’attraversamento di Genova dei quindici inizialmente in avanscoperta sono rimasti in dieci. Potrebbe sembrare la solita fuga destinata a scemare prima della Bocchetta, ma hanno un vantaggio di nove minuti. Sulla salita decisiva Giupponi rimane solo. Dei compagni resistono a poca distanza solo Antonio Fanelli (che scollina a 45”), e poco più indietro Marco Lietti e Massimo Podenzana. Nessuno di questi riesce a rientrare su Giupponi, che giunge solo a Pontedecimo. Claudio Chiappucci si classifica quarto.

Al Tour de France ci sarà la svolta decisiva nella carriera di Chiappucci, diventando “El diablo”.
Entra in una fuga alla prima semi-tappa della prima tappa da Futuroscope a Futuroscope, che lascia i favoriti a oltre dieci minuti. Chiappucci è così ben piazzato in classifica e veste la maglia gialla che tiene sino alla penultima tappa, perdendola nella cronometro di Lac de Vassivère, conclude il Tour al secondo posto, essendo diventato, per il suo modo di correre sempre all’attacco, un beniamino dei tifosi.
Ormai è famoso. A marzo del 1991 vince la Milano-Sanremo, il 5 maggio si presenta tra i favoriti al Giro dell’Appennino. Gli altri sono Gianni Bugno, diventato il rivale di riferimento di Chiappucci, Moreno Argentin, e tra gli stranieri lo spagnolo Pedro Delgado, il francese Jeff Bernard, e il vice-campione del mondo in carica Dirk De Wolf. E’ proprio quest’ultimo, diretto dall’ammiraglia da Roger De Vlaeminck, che approfitta della rivalità tra Bugno e Chiappucci per lasciarli a tre chilometri dall’arrivo, ed andare a vincere da solo, a braccia alzate, sul traguardo di Pontedecimo. Nella volata per il secondo posto Bugno ha la meglio su Chiappucci, che comunque conquista così il suo primo podio all’Appennino.
Al successivo Giro d’Italia sarà secondo in classifica generale e primo nella classifica a punti grazie ad una innumerevole serie di piazzamenti.
Al Tour de France vince la Tappa di Val Louron (su Indurain e Gianni Bugno) e sarà terzo nella classifica generale e primo in quella della maglia a pois.
Nel 1992 il Giro dell’Appennino, in programma il 3 di maggio, presenta un campo di partenti di assoluto prestigio. Sono al via il vincitore del Tour del ’91 Miguel Indurain, che ha in squadra Jeff Bernard, il Campione del Mondo Gianni Bugno, che ha in squadra Laurent Fignon, Leonardo Sierra, che ha in squadra Nelson “Cacaito” Rodriguez, Claudio Chiappucci, Gianluca Bortolami, Massimo Podenzana, Johan Capiot, e all’esordio, Pavel Tonkov. Anche in questa edizione decisiva è l’ascesa della Bocchetta, affrontata in testa da Chiappucci, Sierra e Ivan Gotti, che preso cede. Sul Passo e sulla successiva Castagnola e sui Giovi Chiappucci conduce, sempre in compagnia di Sierra, che viene battuto sul traguardo di Pontedecimo.
Al Giro d’Italia Chiappucci è nuovamente secondo, primo nella classifica del G.P.M.. Al Tour si aggiudica la tredicesima tappa, dedicata al quarantesimo della vittoria al Tour di Fausto Coppi, con un’impresa d’altri tempi. E’ la St. Gervais-Sestriere, in gran parte ricalca la Le Bourg d'Oisans-Sestrières del Tour ’52. Chiappucci rimane in fuga da solo per 200 chilometri e vince con 1’34” su Franco Vona, 1’45” su Indurain e 2’53” su Gianni Bugno.
A Parigi sarà nuovamente secondo, ma vince la classifica della maglia a pois e quella del corridore più combattivo.
Mercoledì 19 maggio 1993, nell’anomalo Giro dell’Appennino corso di giorno feriale, vinto da Giuseppe Calcaterra sotto una pioggia che ha infierito sul gruppo per tutta la durata della gara, arriva al 10° posto.
Al Giro d’Italia vince la 14.a tappa, la classifica finale del g.p.m. e si classifica terzo, dietro a Indurain e Ugrumov.
Al Tour è sesto, vince la tappa Tarbes-Pau ed è secondo nella classifica del g.p.m..
Durante quell’anno, il 1993, vince anche la Coppa Sabatini, la Clasica di San Sebastian e la Japan Cup, che rivince anche l’annosuccessivo. Il Giro dell’Appennino del ’94 si corre per la prima volta il 25 aprile. Ha il dorsale n. 1 per aver vinto l’anno precedente, questa volta Leonardo Sierra è suo compagno di squadra, c’è anche Marco Pantani. All’inizio della Bocchetta parte Chiappucci, dietro di lui Berzin e Wladimir Belli. Presto questi desiste, sul Passo transita Berzin con il nuovo tempo record. In discesa si riforma la coppia che arriva a contendersi la vittoria a Pontedecimo. Berzin la spunta per un soffio, Chiappucci sale per la terza volta sul podio. Quell’anno Claudio Chiappucci diventa vice campione del mondo ad Agrigento dietro a Luc LeBlanc. Nel 1994 vince anche la Tre Valli Varesine e la Vuelta di Catalunya. Al Giro d’Italia è quinto.
Nel ’95 fa tripletta alla Japan Cup, rivince il Giro del Piemonte, mentre all’Appennino corre per il compagno Marco Pantani, ritirandosi sulla Bocchetta dove il pirata stabilisce il nuovo record. Corre e conclude sia il Giro d’Italia (al quarto posto) sia il Tour de France (11° e secondo nel G.P.M.). Nel 96 inizia la parabola discendente. E’ ancora con la Carrera e coglie qualche onorevole piazzamento.
Nel 1997 corre con la Asics CGA, nel 1998 con la Ros Mary Amica Chips, entrambi gli anni partecipa al Giro dell’Appennino, senza cogliere più nessuna vittoria.

(nella sezione Gallery del sito potete trovare le foto della premiazione)

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