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  • Giro dell'Appennino

Comincia a prendere forma l’80° Giro dell’Appennino

La corsa sarà denominata Memorial Vittime del Ponte Morandi: già dagli anni in cui il ponte era in costruzione il Giro dell’Appennino è transitato sotto i piloni del ponte autostradale sul Polcevera, sia in via Walter Fillak, sia in via Perlasca, sia in via 30 giugno 1960. Proprio in quest’ultima via, lo scorso anno, all’altezza del ponte si trovava il cartello dei 10 chilometri al traguardo. Rispetto all’edizione del 2018 il tratto finale della gara non dovrebbe essere diverso: il transito in Valpolcevera si farà, nonostante la viabilità modificata per la demolizione dei piloni del ponte in vista della costruzione di quello nuovo. Pertanto l’arrivo sarà anche quest’anno in Via XX Settembre, perché anche il Giro dell’Appennino ha “Genova nel cuore”, e il logo ideato dalla Regione Liguria sarà anche sulla maglia del vincitore del 2.o Challenge Liguria, la gara a punti conquistati nel Trofeo Laigueglia e nel Giro dell’Appennino. La corsa, cara a Fausto Coppi, si svolge nel centenario della nascita del Campionissimo: egli esordì nella nostra gara con la tessera dell’U.V.I. nel 1938, grazie ad una deroga concessa dal patron Luigin Ghiglione, perché non ancora diciannovenne, e fu la sua ultima gara in linea vinta per distacco, nel 1955. L’U.S. Pontedecimo non mancherà di ricordarlo. La gara è stata confermata, per il terzo anno, quale G.P. Elah Dufour Novi, e per la quarta volta il chilometro zero verrà posto davanti allo stabilimento dell’industria dolciaria. Quest’anno l’occasione è davvero particolare. Non solo celebreremo il 110° anniversario della fondazione della Elah, ma sullo stesso rettilineo dove i corridori, provenendo dall’Outlet di Serravalle, metteranno il piede a terra per vedere abbassare la bandiera a scacchi del via ufficiale (magari anche quest’anno da parte del Cav. Flavio Repetto, Presidente del gruppo), 24 giorni più tardi verrà posto il traguardo dell’undicesima tappa della corsa rosa, Carpi-Novi Ligure: una speciale staffetta tra il Giro dell’Appennino e il Giro d’Italia, che avrà la probabile volata del gruppo nel verso opposto al tratto di avvio dell’Appennino.

La Elah nasce a Genova (per la precisione a Pegli, allora comune autonomo) il 23 aprile 1909, da parte dell’inventore dei preparati per creme da tavola, da lui brevettati, Francesco Ferdinando Moliè. Già l’anno successivo, per far fronte al successo di vendite, la società accetta finanziamenti inglesi per l’acquisto di nuovi macchinari e diventa Società Anonima Anglo Francese dei Prodotti Alimentari Elah, già F. Moliè. L’azienda passa attraverso le due guerre mondiali senza diminuire le vendite, anzi amplia la gamma dei prodotti, affiancando alle creme da tavola dapprima le caramelle toffé e mou (che diventa famosa negli anni ’60 anche all’estero con il nome di Cubik), poi le caramelle molli ai gusti di crema, di cioccolato, di nocciola, di liquirizia e alla frutta, il torrone ai gusti di nocciola e alla frutta, i confetti con il rabarbaro, con l’eucalipto, la menta e a frutta. Nel 1975 l’azienda viene acquisita dalla Dufour e nel 1988 entra a far parte, grazie al Cav. Flavio Repetto, del Gruppo Elah Dufour Novi. Quest’anno ricorre anche il ventesimo anniversario dell’entrata nel gruppo della Baratti & Milano, che affonda le sue radici addirittura al 1858, specializzata in prodotti dolciari tipici dell’Appennino Ligure, quali gli amaretti morbidi, i canestrellini e i baci di dama del Sassello. Ancora oggi la caramella Cubik viene prodotta come centodieci anni fa, rigorosamente senza coloranti, ricca di buon latte intero, tanto da essere definita “la caramella che nutre”, quindi anche adatta ai ciclisti!

 

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