2008: 69° Giro dell'Appennino - TRECOLLI CUP: Bis di Alessandro BERTOLINI
La corsa più dura, il Giro dell’Appennino, di nuovo ad uno dei più duri: Alessandro Bertolini. Per il secondo anno consecutivo il trentino della Diquigiovanni Androni ha dominato la classica genovese, domano gli avversari, il caldo ed il Passo della Bocchetta. Il record di Giovanbattista Baronchelli, sei volte di fila primo nel vecchio e suggestivo traguardo del Giro dell'Appennino in Piazza Generale Arimondi a Pontedecimo, è difficilmente eguagliabile. Però Alessandro Bertolini ha eguagliato le doppiette di Augusto Como (1934 e 1935) e Pavel Tonkov (1997 e 1998) e si è avvicinato ai tris di fila di Michele Dancelli (dal 1965 al 1967) e Gianni Bugno (dal 1986 al 1988).
Corsa divertente, accesa fin dall’inizio, con tanta grinta da parte dei partecipanti ma nessun’azione andata in porto nei primi 60 km, poi un tentativo di tre atleti lungo l’inedita salita di Crocefieschi ed una fuga un po’ più consistente trainata da Pidgorny fino ai piedi della Bocchetta.
Poi si sa, è proprio quest’ultima che da sempre decide l’Appennino ed è stato così anche quest’anno, con un Masciarelli (Francesco, il più giovane) scatenato ed i più in forma al suo inseguimento: Caruso, Anzà, Rubiano Chavez, Froome, Ratti e Bertolini. Quello di Masciarelli è stato un assalto solitario alla salita delle streghe, tanto temerario quanto coraggioso, sicuramente apprezzato dal foltissimo pubblico. La corsa non finisce però sulla Bocchetta; e allora via, a tutta in discesa verso Voltaggio, poi su per la Castagnola, di nuovo in picchiata verso Busalla per affrontare il Passo dei Giovi e planare su Pontedecimo: è stata proprio la discesa finale a lanciare Bertolini e Ratti verso il nuovo arrivo del Giro dell’Appennino.
Per Bertolini si tratta del secondo successo nel 2008, dopo la tappa di Cesena al Giro d'Italia e parecchi piazzamenti, tra i quali spiccano l'ottavo posto del Trofeo Laigueglia e l'undicesimo del Giro d'Italia. «Effettivamente nella discesa dei Giovi ho preso qualche rischio - ha raccontato il vincitore -, ma è servito. Il gruppo di testa si è frazionato e sono rimasto da solo con Ratti». Il suo obiettivo è ripetere la stagione passata: partire dalla vittoria all'Appennino per arrivare alla maglia azzurra. Tanto più che quest'anno il Mondiale si corre in casa, a Varese: «Il ct Ballerini mi conosce bene, conosce la mia onestà, sa quello che posso dare. L'ho dimostrato a Stoccarda. Sono di nuovo pronto ad aiutare Bettini, spero di conservare una buona forma per meritarmi la convocazione in azzurro».
Ratti, secondo, non ha rimpianti: «Bertolini è più veloce di me. Lo sapevo. Ci ho provato. Ha vinto lui».
































